MO, la familiare di un ostaggio: “Credo che le proteste rafforzino i nostri nemici”
“Nessuno dovrebbe chiedere cessate il fuoco senza liberazione degli ostaggi”
(Roma). “Noi viviamo ogni giorno come se fosse il 7 ottobre. Ora siamo ad aprile ma per noi e anche per le altre famiglie noi siamo rimasti al 7 ottobre. Per noi ogni giorno è quella data e vogliamo che mio fratello torni da noi. Sono arrabbiata, mi manca, ed è davvero difficile. Vogliamo solo che tornino a casa”, afferma Naama Miran, sorella di Omri Miran, rapito a Nahal Oz. “Nessuno che crede nella vita, libertà e democrazia dovrebbe chiedere il cessate il fuoco senza chiedere la liberazione degli ostaggi. Liberateli e il cessate il fuoco seguirà. Vivo in un paese democratico dove ci sono le proteste contro la guerra. Siamo democratici e lo permettiamo. Personalmente non lo faccio perché secondo rafforza solo i nostri nemici ma siamo democratici e le proteste ci sono”. Così Ashley Waxman Bakshi, cugina di Agam Berger, la diciannovenne rapita a Nahal Oz. (Marco Vesperini/alanews)
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