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Thiago Motta, sui social i giocatori della Juventus non si espongono: Mbangula l'unico a salutare l'ex allenatore

Dopo l’esonero, il giocatore belga, lanciato proprio dall’ex tecnico italo-brasiliano, sembra essere l’unico a volergli dedicare un messaggio postato sui social

Il mondo del calcio è spesso caratterizzato da emozioni forti e relazioni complesse, che si riflettono nel modo in cui i giocatori interagiscono tra loro e con gli allenatori. L’esonero dell’allenatore Thiago Motta dalla guida della Juventus ha catturato l’attenzione di tifosi e media, lasciando un segno indelebile non solo nella squadra, ma anche nella percezione che i calciatori hanno del loro ex tecnico. In un contesto in cui le interazioni sociali sono diventate parte integrante della comunicazione tra atleti e pubblico, il silenzio quasi assordante dei giocatori bianconeri sui social ha suscitato non poche riflessioni.

Il messaggio di Mbangula

Dopo l’annuncio ufficiale dell’esonero di Motta, avvenuto circa 24 ore fa, solo un giocatore ha ritenuto opportuno dedicare un messaggio di saluto all’ex allenatore: Samuel Mbangula. L’attaccante belga, lanciato proprio da Motta nella prima partita del campionato di Serie A di questa stagione in casa contro il Como il 19 agosto dell’anno scorso, ha utilizzato il suo profilo Instagram – e più precisamente una story – per esprimere gratitudine. Ha scritto: “Grazie per tutto mister. Non vi ringrazierò mai abbastanza per avermi dato fiducia fin dal primo giorno e per avermi permesso di realizzare una parte del mio sogno”. Mbangula ha aggiunto che Motta e il suo staff “hanno sempre voluto il meglio per noi da quando siete arrivati e ce lo avete dimostrato. Vi auguro il meglio per il futuro”. Questo gesto evidenzia non solo il legame tra un allenatore e un giovane talento, ma anche l’importanza della fiducia reciproca nel mondo sportivo.

Le prestazioni di Mbangula

Mbangula ha dimostrato di meritare la fiducia del tecnico, contribuendo alla causa della squadra con:

  1. 4 gol
  2. 5 assist

in poco più di mille minuti nelle 30 partite in cui è sceso in campo, con presenze distribuite e spalmate sia in Serie A che in Champions League, Supercoppa italiana e Coppa Italia. La sua ambizione, ma anche il desiderio di perfezionarsi e la sua onestà sportiva sono emersi chiaramente in alcune dichiarazioni, come quella rilasciata dopo il gol nel match di andata dei play-off di Champions League contro il PSV Eindhoven, quando affermò: “Non ho scuse per questa prestazione”, nonostante la rete segnata. Queste parole non solo evidenziano la sua determinazione, ma rispecchiano anche i valori di un club come la Juventus, che ha sempre puntato sulla crescita dei giovani e sulla mentalità vincente.

Il silenzio degli altri giocatori

Tuttavia, il silenzio degli altri giocatori è stato altrettanto eloquente. Nonostante il fatto che alcuni di loro non siano particolarmente attivi sui social per condividere momenti della loro vita quotidiana, la scelta di non esprimere alcun saluto a Motta appare decisamente significativa. Giocatori come Mattia Perin, che in precedenza aveva preso parte attivamente ai saluti per colleghi come Danilo, hanno preferito concentrarsi su altri aspetti, postando altri contenuti.

Altri come Francisco Conceição, Teun Koopmeiners, Kenan Yildiz e Dušan Vlahović si sono invece dedicati ad aggiornare follower e tifosi sulle prestazioni delle rispettive nazionali in questa sosta dal campionato, mentre l’infortunato di lungo corso Gleison Bremer e Manuel Locatelli hanno condiviso attimi e momenti più personali legati alle proprie famiglie. Questo comportamento e questo silenzio diffuso nelle ore post esonero hanno sollevato interrogativi sul rapporto, forse mai sbocciato, tra i giocatori e il loro ex allenatore.

Riflessioni sul futuro

Il rapporto tra allenatore e calciatori è fondamentale per il successo di una squadra, e in questo caso l’assenza di messaggi di supporto da parte della maggioranza della rosa bianconera potrebbe indicare che, nonostante gli sforzi profusi da Motta, il legame non si è mai veramente sviluppato. La Juventus è storicamente un club che richiede risultati immediati e, in un contesto così competitivo, ogni piccolo segnale di discordia o di disinteresse può avere ripercussioni significative.

Inoltre, la scelta di Mbangula di esprimere il suo apprezzamento per l’ex tecnico potrebbe anche riflettere una consapevolezza più profonda di quanto possa essere difficile per un giovane calciatore emergere in un ambiente così esigente. La fiducia riposta in lui da Motta ha rappresentato un’opportunità fondamentale, e il suo gesto di riconoscenza potrebbe servire da ispirazione per altri giovani talenti, sottolineando l’importanza di un ambiente di lavoro positivo e solidale.

Infine, il silenzio degli altri calciatori potrebbe anche essere interpretato come una strategia di difesa personale. In un’epoca in cui le emozioni vengono amplificate dai social media, esprimere un’opinione su un ex allenatore può essere un’arma a doppio taglio. La paura di una reazione negativa da parte della dirigenza o di altri membri dello spogliatoio potrebbe aver spinto i giocatori a mantenere un profilo basso.

In sintesi, la situazione attuale della Juventus, con l’esonero di Motta, non rappresenta solo una crisi tecnica, ma un momento di riflessione su ciò che significa far parte di un grande club. La mancanza di coesione tra i giocatori e l’allenatore potrebbe essere un sintomo di problemi più profondi all’interno del gruppo, che richiedono un’analisi attenta e una gestione oculata da parte della dirigenza.

Redazione

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