Emergency, il racconto del medico della Life Support: “Da Libia arrivano con segni percosse”
Lei è Virginia Gatto ed è alla sesta missione: “Vita umana è inestimabile, no un danno collaterale”
Cronaca (Roma). Nella 30esima missione della Life Support è presente a bordo anche il medico Virginia Gatto che dovrà curare i migranti salvati. Una delle tante eroine del Covid – velocemente dimenticate – che ha prestato servizio allo Spallanzani quando la pandemia aveva bloccato il mondo. “Perché ho deciso di salire sulla Life Support? Non lo so, so solo che mi piace”, ha detto decisa. La donna originaria di Roma è alla sesta missione ma ancora non ha perso la voglia di continuare. “Ricordo di un uomo che soffriva di diabete. Una sera ha avuto un peggioramento e siamo intervenuti tempestivamente per salvargli la vita – spiega -. Ma anche quando una donna del Sudan mi ha raccontato del suo viaggio fino alla nostra nave”. Ha poi sottolineato che “molti naufraghi arrivano dalla Libia con segni di percosse” per poi rincarare la dose dicendo di non comprendere “come si possano fare accordi con quel Paese” perché “la vita umana è inestimabile ed invece la considerano un danno collaterale” (Davide Di Carlo/alanews)
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