Toscana, “bisogna alzare l’asticella dei diritti umani”
In ricordo dell’abolizione della pena di morte in Toscana
CRONACA (Firenze). Quest’anno la Festa della Toscana sarà celebrata con sobrietà, vista l’emergenza sanitaria. La Regione vuole comunque celebrare una data che fu lo spartiacque per il mondo, il 30 novembre 1976, in cui il Granducato di Toscana fu il primo Stato al mondo ad abolire legalmente la pena di morte. “Nel mezzo di una pandemia tanto forte quanto inaspettata ci costringe a limitare i contatti” afferma il presidente del Consiglio regionale della Toscana, Antonio Mazzeo. “Ma i contenuti della festa non cambiano, il 30 novembre deve restare il giorno in cui la Toscana porta sempre più in alto l’asticella dei suoi diritti. Io penso ai rider e alla battaglia che loro stanno facendo. Noi lavoreremo per presentare una legge per sostenerli, anche se la parola finale spetterà al Governo”. Per le scuole toscane è stato emanato un bando “in cui destiniamo 150 mila euro per lo svolgimento di molteplici iniziative che possono durare fino al mese di marzo” spiega il presidente Mazzeo. (e.delucia)
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