Recentemente, la Basilica del Rosario a Lourdes ha subito un’importante modifica simbolica: le porte d’ingresso, adornate dai mosaici dell’ex gesuita Marko Rupnik, sono state coperte. Questa decisione, presa dal vescovo di Lourdes, mons. Jean-Marc Micas, si inserisce in un contesto di crescente consapevolezza riguardo agli abusi sessuali e fisici, in particolare quelli perpetrati all’interno della Chiesa cattolica. Rupnik è stato accusato di aver abusato di diverse ex suore, sollevando un ampio dibattito sull’appropriato trattamento di tali opere d’arte, specialmente in luoghi sacri.
Un gesto di sensibilità verso le vittime
“Conoscete la mia opinione sulla presenza di questi mosaici sulle porte della basilica. Mi è sembrato che si dovesse fare un nuovo passo simbolico affinché l’ingresso in Basilica sia reso più agevole a tutte le persone che oggi non possono varcare la soglia”, ha dichiarato Mons. Micas. Questa affermazione sottolinea non solo un gesto di sensibilità verso le vittime, ma anche un tentativo di rendere il santuario un luogo di accoglienza e guarigione per tutti.
L’importanza dell’anno giubilare
L’anno giubilare, che ha visto l’apertura delle Porte Sante nelle quattro Basiliche Maggiori di Roma, ha aggiunto un ulteriore livello di significato a questa decisione. Mons. Micas ha infatti indicato che Lourdes è uno dei due luoghi delle diocesi, assieme alla cattedrale di Tarbes, dove i fedeli possono vivere quest’anno giubilare e ricevere l’indulgenza plenaria. “Il passaggio attraverso le porte d’ingresso della basilica doveva avvenire all’altezza simbolica del momento”, ha aggiunto, enfatizzando l’importanza di questo periodo per la Chiesa.
Un processo di riflessione e discussione
La scelta di coprire i mosaici di Rupnik non è stata presa alla leggera. Essa è il risultato di un processo di riflessione e discussione che ha coinvolto diversi membri della comunità ecclesiale. Il 28 marzo, durante il terzo venerdì di Quaresima, la Chiesa di Francia ha osservato una giornata di memoria e preghiera per le vittime degli abusi sessuali. Questo evento ha ulteriormente accentuato la necessità di affrontare il tema degli abusi all’interno della Chiesa con serietà e determinazione.
Le due porte laterali della Basilica del Rosario sono state chiuse lunedì scorso, mentre le porte centrali, più imponenti e simboliche, saranno coperte nei prossimi giorni, in vista dell’inizio della stagione dei pellegrinaggi. Questo intervento è stato descritto da mons. Micas come un “secondo passo”, dopo che nel luglio 2024 era stata presa la decisione di non illuminare più i mosaici durante le processioni notturne.
Verso una maggiore consapevolezza
La copertura dei mosaici di Rupnik solleva interrogativi più ampi sulla responsabilità della Chiesa nei confronti delle vittime e sull’importanza di affrontare il passato con onestà. Negli ultimi anni, la Chiesa cattolica ha affrontato numerosi scandali legati ad abusi sessuali, che hanno scosso la fiducia dei fedeli e hanno portato a un esame critico delle strutture e delle pratiche ecclesiali. La decisione di coprire i mosaici di Rupnik può essere vista come un passo verso una maggiore consapevolezza e un desiderio di riconciliazione.
Inoltre, questo evento potrebbe stimolare un dibattito più ampio sulle opere d’arte all’interno della Chiesa. Le opere create da artisti con un passato controverso o accusati di crimini possono continuare a sollevare interrogativi etici.