L’archeologo greco George Korres, famoso per i suoi scavi a Pylos in Messenia, è deceduto ad Atene il 31 marzo, all’età di 85 anni. Ha scoperto sepolture micenee e tesori antichi, contribuendo significativamente alla ricerca archeologica in Grecia.
L’eco della sua scomparsa risuona nei corridoi delle università e nei musei, dove il suo lavoro ha lasciato un segno indelebile. George Korres, illustre archeologo greco, è deceduto ad Atene il 31 marzo 2025 all’età di 85 anni. Korres ha dedicato la sua vita alla scoperta e alla valorizzazione del patrimonio archeologico della Grecia, in particolare del Peloponneso occidentale e della storica Pylos, città leggendaria del re Nestore, che ha affascinato studiosi e appassionati di storia per secoli.
Un viaggio nel passato
Nato nel 1940 sull’isola di Naxos, Korres proviene da una famiglia profondamente radicata nella cultura greca. Suo padre, Stylianos Korres, era un rinomato filologo e rettore dell’Università di Atene, e questo ambiente intellettuale influenzò profondamente la sua formazione. Dopo aver studiato archeologia all’Università di Atene e all’Università di Bonn, Korres intraprese una carriera accademica che lo avrebbe portato a diventare professore ordinario di archeologia preistorica dal 1982 fino al 2007. Durante questi anni, ha guidato numerosi progetti di scavo che hanno rivelato preziosi reperti dell’antichità.
Pylos: la culla dei guerrieri micenei
Il suo lavoro più celebre è senza dubbio legato agli scavi di Pylos, un luogo che rievoca storie epiche e leggende mitologiche. Qui, Korres ha portato alla luce sepolture di guerrieri micenei, monete e gioielli risalenti a circa 3.500 anni fa. Questi reperti non solo arricchiscono la nostra comprensione della vita quotidiana nell’epoca micenea, ma offrono anche indizi preziosi sulla struttura sociale e politica di quel periodo. Secondo l’archeologo e storico della cultura antica, Dr. Elena Papadopoulos, “il lavoro di Korres ha cambiato il modo in cui vediamo la civiltà micenea. Ha dimostrato che Pylos non era solo una città, ma un centro vitale di scambi e cultura”.
Riconoscimenti e impatto
L’impatto del lavoro di Korres è stato riconosciuto a livello internazionale. Ha ricevuto medaglie da prestigiosi istituti come i Musei di Ankershagen e Neubukow, l’Accademia delle Scienze di Berlino e il Museo Winckelmann-Gesellschaft. Inoltre, nel 1992, è stato decorato dal governo tedesco per il suo contributo alla valorizzazione delle antichità della Messenia e della Trifyllia. Il suo amore per la ricerca e la divulgazione della storia è testimoniato da numerosi articoli pubblicati su riviste scientifiche e diverse opere che hanno ispirato generazioni di archeologi e storici.
Un’eredità duratura
George Korres lascia un’eredità profonda e duratura nel campo dell’archeologia. La sua dedizione alla ricerca e la sua passione per la storia greca non solo hanno arricchito il patrimonio culturale del suo paese, ma hanno anche ispirato una nuova generazione di archeologi a esplorare e valorizzare i tesori nascosti della Grecia. Con la sua scomparsa, il mondo perde non solo un grande studioso, ma anche un narratore unico, capace di trasformare le pietre del passato in storie vive e pulsanti. Le scoperte di Korres continueranno a illuminare il cammino di chi si avventura nel misterioso e affascinante mondo dell’archeologia, contribuendo a mantenere viva la memoria di una civiltà che ha segnato la storia dell’umanità.