Il primo cittadino è attualmente detenuto nel carcere di Silivri. Imamoglu, figura centrale nell’opposizione politica turca e rivale del presidente Recep Tayyip Erdogan, è stato sospeso dal suo incarico in seguito all’arresto per presunti reati di corruzione
Nella giornata di oggi, venerdì 28 marzo 2025, una delegazione del Partito Socialista Europeo (Pse) ha programmato una visita al sindaco di Istanbul, Ekrem Imamoglu, attualmente detenuto nel carcere di Silivri. Imamoglu, figura centrale nell’opposizione politica turca e rivale del presidente Recep Tayyip Erdogan, è stato sospeso dal suo incarico in seguito all’arresto per presunti reati di corruzione. La delegazione, guidata dal presidente del Pse, Stefan Löfven, include anche la vice presidente del Parlamento europeo, Katarina Barley, il segretario generale del Pse Giacomo Filibeck e altri europarlamentari di spicco.
La visita al carcere di Silivri, una delle strutture penitenziarie più grandi della Turchia, non prevede l’incontro diretto con Imamoglu, come confermato da un portavoce del principale partito di opposizione, il CHP (Partito Popolare Repubblicano). In seguito alla visita, la delegazione parteciperà a una conferenza presso la sede centrale del CHP a Istanbul, dove discuteranno le condizioni politiche nel Paese.
Denunce di violazioni dei diritti umani
Nel frattempo, Imamoglu ha utilizzato il social network X per denunciare non solo la sua detenzione, ma anche l’arresto del suo avvocato, Mehmet Pehlivan, avvenuto recentemente. Attraverso un post, il sindaco ha descritto le accuse contro il suo legale come “completamente inventate”, sottolineando come tali azioni costituiscano un attacco alla democrazia e alla libertà di difesa in Turchia. La detenzione di Pehlivan ha suscitato preoccupazioni tra le organizzazioni internazionali per i diritti umani, che vedono in questo episodio una manifestazione della crescente repressione delle voci dissenzienti nel Paese.
Le dichiarazioni di Imamoglu riflettono un clima di crescente tensione in Turchia, dove il governo ha intensificato le sue misure repressive nei confronti di figure politiche di opposizione e dei loro legali. L’arresto di Pehlivan è parte di un trend più ampio che ha visto l’arresto di avvocati e attivisti impegnati nella difesa dei diritti umani, sollevando interrogativi sulla legalità e sull’equità del sistema giudiziario turco.
Un contesto politico complesso
La situazione attuale in Turchia è caratterizzata da un crescente autoritarismo, con la repressione dei diritti civili che continua a preoccupare i sostenitori della democrazia. Le condanne contro Imamoglu e il suo entourage sono state oggetto di critiche internazionali e hanno sollevato interrogativi sul futuro della democrazia nel Paese. Le elezioni municipali e nazionali in avvicinamento pongono ulteriori sfide per l’opposizione, già in difficoltà a causa della repressione sistematica.
Le organizzazioni per i diritti umani hanno avvertito che tali misure rappresentano un attacco diretto non solo a singoli individui, ma a un’intera comunità politica che lotta per la libertà di espressione e per un sistema giuridico equo. Il caso di Imamoglu è emblematico delle difficoltà che affrontano i leader dell’opposizione in un contesto di crescente vigilanza e intimidazione.
Reazioni a livello internazionale
Le reazioni all’arresto di Mehmet Pehlivan sono state rapide e diffuse. Molti paesi e organizzazioni internazionali hanno espresso preoccupazione per la situazione dei diritti umani in Turchia, richiedendo il rispetto delle libertà fondamentali e l’immediata liberazione del legale di Imamoglu. Il governo turco, da parte sua, ha respinto tali critiche, accusando le entità esterne di interferire negli affari interni del Paese.
Questo contesto di tensione e repressione evidenzia la necessità di un dialogo costruttivo e di un impegno internazionale per garantire che i diritti umani siano rispettati e tutelati. La questione della libertà di espressione e del diritto a un giusto processo rimane cruciale per il futuro della democrazia in Turchia, mentre il Paese si trova ad affrontare sfide interne ed esterne che potrebbero influenzare il suo percorso politico nei prossimi anni.