Un sconosciuto ha profanato la chiesa serbo-ortodossa a Orahovac, in Kosovo, scatenando l’indignazione delle autorità di Belgrado. L’atto vandalico include la rimozione di vessilli, evidenziando un clima di odio antiserbo e preoccupazioni per una possibile pulizia etnica.
Un grave atto di vandalismo ha colpito la comunità serbo-ortodossa in Kosovo, con la profanazione di una chiesa a Orahovac, avvenuta nella notte tra il 1° e il 2 aprile. Un individuo non identificato ha forzato gli ingressi del luogo di culto, compiendo gesti di forte disprezzo verso un simbolo religioso e culturale di grande importanza per la comunità serba locale. Questo episodio ha suscitato un’ondata di indignazione e preoccupazione, non solo tra i serbi in Kosovo, ma anche a livello internazionale.
La reazione della comunità serba
Secondo le notizie riportate dai media serbi, l’uomo ha rimosso e strappato uno dei vessilli della Chiesa ortodossa serba dal campanile, rubandone un altro in segno di disprezzo. Questa azione ha immediatamente suscitato una reazione di indignazione da parte delle autorità serbe. La Srpska Lista, il principale partito della comunità serba in Kosovo, ha definito l’episodio un “vergognoso atto vandalico” e ha denunciato una crescente atmosfera di odio nei confronti dei serbi in Kosovo. L’Ufficio governativo serbo per il Kosovo ha sostenuto che questo evento rappresenta solo l’ultimo di una serie di attacchi contro i simboli serbi nel territorio, evidenziando una preoccupante tendenza di pulizia etnica ai danni della popolazione serba.
Le radici storiche della tensione
La tensione tra le diverse comunità etniche in Kosovo è un tema che affonda le radici nella storia recente della regione. Dopo la guerra del 1999 e l’indipendenza del Kosovo nel 2008, le relazioni tra serbi e albanesi sono rimaste tese, con frequenti episodi di violenza e vandalismo. Le chiese e i luoghi di culto serbi, simboli di una presenza storica, sono spesso obiettivi di atti di vandalismo, mentre la comunità serba si trova a vivere in un contesto di crescente isolamento e vulnerabilità.