Negli ultimi giorni, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit) ha preso una decisione che ha scosso il panorama normativo italiano riguardante l’uso degli autovelox. Il decreto, che era in fase di invio a Bruxelles e volto a regolare l’omologazione degli autovelox, è stato sospeso su indicazione del vicepremier e ministro Matteo Salvini. La necessità di ulteriori approfondimenti è stata citata come motivazione principale per questa pausa, suscitando reazioni contrastanti tra le istituzioni e le associazioni di consumatori.
La questione degli autovelox in Italia è diventata particolarmente complessa dopo una sentenza della Corte di Cassazione del 18 aprile 2024. Questa decisione stabiliva che le multe per eccesso di velocità sarebbero state invalidate se il dispositivo utilizzato non fosse stato omologato secondo la normativa vigente. Tale pronuncia ha aperto la strada a un vero e proprio caos giuridico, con migliaia di automobilisti che si sono ritrovati a contestare le sanzioni ricevute. Il decreto, composto da sette articoli e un lungo allegato tecnico, mirava a porre fine a questa situazione incerta, stabilendo procedure chiare per l’omologazione e la verifica dei dispositivi di rilevamento.
Disposizioni del decreto
L’articolo 6 del decreto conteneva disposizioni transitorie che avrebbero consentito a tutti i dispositivi approvati dal 13 giugno 2017 in poi di essere considerati automaticamente omologati. Questa misura avrebbe avuto l’effetto di semplificare notevolmente il panorama degli autovelox in Italia, riducendo il numero di ricorsi e aumentando la certezza delle multe. Tra i dispositivi che avrebbero beneficiato di questa omologazione automatica vi erano:
- Velocar Red&Speed Evo M
- Aguia Red & Speed
- Tutor 3.0
Tuttavia, la sospensione del decreto ha sollevato preoccupazioni significative. Il provvedimento, se fosse stato attuato, avrebbe potuto abolire l’uso di un gran numero di autovelox installati prima del 2017, con conseguenze dirette sulla sicurezza stradale e sull’operatività dei comuni. Ad esempio, in Veneto, si stima che il 90% degli apparecchi di controllo della velocità sarebbe stato disattivato, creando un vuoto normativo e operativo che avrebbe messo in discussione la capacità delle amministrazioni locali di monitorare il rispetto dei limiti di velocità.
Reazioni alla sospensione del decreto
Le reazioni all’annuncio della sospensione del decreto sono state immediate e variegate. Il Codacons, associazione di consumatori, ha espresso preoccupazione per l’allungamento dell’agonia degli automobilisti, sottolineando come la confusione e l’incertezza normativa continuino a regnare nel settore delle multe stradali. “Dopo anni di attesa e di sentenze controverse, ci troviamo nuovamente a fronteggiare un rinvio che non fa altro che alimentare il caos”, ha dichiarato un portavoce dell’associazione. La questione della sicurezza stradale è critica, e l’eccesso di velocità rimane una delle principali cause di incidenti e decessi sulle strade italiane.
Anche Assoutenti ha sollevato l’allerta, evidenziando il rischio di una “stangata” estiva per gli automobilisti. Con l’arrivo della stagione estiva, aumenta il flusso di veicoli sulle strade italiane, e con esso la possibilità di controlli intensificati. L’associazione ha sottolineato come la presenza di autovelox installati strategicamente lungo le strade più trafficate possa trasformarsi in un modo per fare cassa piuttosto che garantire la sicurezza. “È urgente aprire un tavolo di discussione tra ministero, comuni e associazioni di consumatori per chiarire questa situazione”, hanno affermato.
Futuro degli autovelox in Italia
L’idea di regolamentare l’uso degli autovelox è stata accolta con favore da molti, poiché avrebbe garantito maggiore uniformità e legittimità agli strumenti di rilevamento. Tuttavia, la gestione del passaggio verso un sistema più ordinato ha dimostrato di essere complessa. La decisione di sospendere il decreto, quindi, non è solo una questione burocratica, ma riflette anche le tensioni politiche e sociali che caratterizzano il dibattito sulla sicurezza stradale in Italia.
In questo contesto, è cruciale riflettere su come le istituzioni possano meglio gestire la questione degli autovelox in futuro. L’implementazione di un sistema di omologazione chiaro e trasparente potrebbe rappresentare un passo avanti significativo, ma richiede un approccio collaborativo tra tutti i soggetti coinvolti, comprese le associazioni di consumatori e le autorità locali. Solo attraverso un dialogo aperto e costruttivo sarà possibile trovare soluzioni efficaci che garantiscano tanto la sicurezza stradale quanto la protezione dei diritti degli automobilisti, evitando il rischio di conflitti e malintesi che possono portare a sanzioni ingiuste e ricorsi infiniti.
L’attenzione ora si concentra sul prossimo passo del Ministero, che dovrà affrontare la sfida di trovare un equilibrio tra la necessità di garantire la sicurezza sulle strade e la tutela dei diritti dei cittadini. Con un panorama normativo in continua evoluzione, è fondamentale che ogni decisione presa sia ben ponderata e che tutte le parti interessate siano coinvolte nel processo di revisione e aggiornamento delle norme.