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Casellati annuncia l’abrogazione di 30mila norme pre-repubblicane per semplificare il quadro legislativo

Roma, 1 aprile – La Ministra per la Semplificazione Elisabetta Casellati ha annunciato l’abrogazione di 30.709 atti normativi pre-repubblicani, al fine di ridurre la burocrazia e garantire la certezza giuridica. Questo intervento, senza precedenti, mira a snellire l’ordinamento italiano.

Il 1° aprile, la ministra per la Semplificazione, Elisabetta Casellati, ha presentato in Aula al Senato un disegno di legge che prevede l’abrogazione di oltre 30.000 norme di origine pre-repubblicana, risalenti a un periodo compreso tra il 1861 e il 1946. Questo intervento legislativo, ora all’esame di Palazzo Madama dopo l’approvazione della Camera dei Deputati, si propone di snellire e modernizzare il nostro ordinamento giuridico, liberandolo da norme obsolete e improduttive che, sebbene non più utili, continuano a gravare sul tessuto normativo italiano.

Un intervento senza precedenti

Casellati ha evidenziato come la misura rappresenti una “pulizia normativa” necessaria per garantire la certezza dei rapporti giuridici. L’entità dell’intervento è senza precedenti: “Questi numeri testimoniano, con evidenza palmare, la portata dell’intervento abrogativo”, ha affermato, sottolineando che l’analisi ha riguardato un totale di 43.482 atti pre-repubblicani. Solo dopo un attento esame di ciascuno di essi, condotto da un team di 30 esperti giuristi, si è giunti alla decisione di procedere con l’abrogazione di 30.709 norme.

Un passo verso la modernizzazione

Questa iniziativa non è solo un atto di semplificazione, ma anche un passo importante verso la modernizzazione dell’apparato normativo italiano, spesso considerato eccessivamente complesso e inadeguato rispetto alle esigenze attuali. I dati parlano chiaro: l’abrogazione proposta ridurrà di circa il 28% lo stock della normativa statale vigente, che attualmente conta 110.797 atti. Secondo l’ultima rilevazione dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, questo numero pone l’Italia in una posizione di svantaggio rispetto ad altri Paesi europei, contribuendo a una reputazione negativa evidenziata anche nei report annuali della Commissione Europea sullo Stato di diritto.

Un lavoro meticoloso

L’operazione di abrogazione è il risultato di un lavoro meticoloso e ben organizzato, che ha visto coinvolti non solo esperti del diritto, ma anche gli uffici legislativi dei ministeri competenti. Questi professionisti hanno esaminato in dettaglio le possibili ricadute delle abrogazioni proposte, in un confronto che ha richiesto oltre sei mesi di sessioni di lavoro. Ogni norma è stata valutata attentamente per determinarne l’effettiva utilità e rilevanza nel contesto attuale.

Casellati ha anche rivolto un appello ai parlamentari delle opposizioni, invitandoli a sostenere una legge che va oltre gli interessi del governo e della maggioranza, toccando invece le esigenze quotidiane di cittadini e imprese, spesso soffocati da un eccesso di normative. In un contesto in cui le imprese devono affrontare già numerose sfide, semplificare il quadro normativo è visto come un passo cruciale per favorire lo sviluppo economico e la competitività.

La proposta di abrogazione non si limita a un mero taglio di normative, ma è accompagnata dalla volontà di costruire un sistema più chiaro e comprensibile. L’obiettivo è quello di rendere l’ordinamento giuridico italiano più accessibile a tutti, riducendo la burocrazia e migliorando la trasparenza. Questa iniziativa potrebbe rappresentare un modello da seguire per altre riforme future, puntando alla creazione di un ambiente normativo più favorevole e dinamico.

Il percorso di approvazione di questo disegno di legge sarà cruciale, non solo per il futuro del nostro ordinamento giuridico, ma anche per il modo in cui la politica italiana si rapporta alle esigenze concrete della società contemporanea. In un’epoca in cui la semplificazione è diventata una necessità urgente, l’auspicio è che questo provvedimento possa davvero segnare l’inizio di una nuova era per il diritto italiano.

Redazione

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