A Milano, il dibattito sulla mobilità sostenibile e la qualità dell’aria si arricchisce di nuovi sviluppi. In un contesto in cui l’amministrazione comunale ha previsto l’entrata in vigore, a partire da ottobre 2025, di un divieto di circolazione per le moto più inquinanti, il partito della Lega ha lanciato una proposta di rinvio della normativa al 2028. Questa richiesta è stata presentata sotto forma di un ordine del giorno in Consiglio comunale, evidenziando le tensioni politiche che caratterizzano la gestione della mobilità nella capitale economica italiana.
Il contesto della normativa
Il provvedimento che entrerà in vigore nel prossimo autunno prevede il divieto di accesso e circolazione all’interno delle aree a traffico limitato (ATZ) di Milano, note come Area B e C, per i motoveicoli e ciclomotori che non rispettano determinati standard di emissione. Nello specifico, il divieto colpirà i motoveicoli a due tempi Euro 2 e 3, i veicoli a gasolio Euro 2 e 3 e i motori a benzina a quattro tempi Euro 0, 1 e 2. Tali misure sono state concepite con l’intento di ridurre l’inquinamento atmosferico e migliorare la qualità dell’aria, un obiettivo che Milano, come molte altre metropoli europee, sta cercando di perseguire con urgenza.
La posizione della Lega
Samuele Piscina, segretario della Lega e consigliere comunale, e Silvia Sardone, eurodeputata e consigliera comunale, hanno espresso forti critiche nei confronti della decisione dell’amministrazione di attuare il divieto. Secondo i rappresentanti del partito, questa misura potrebbe rivelarsi controproducente, portando a un aumento del traffico e dell’inquinamento, piuttosto che a una sua riduzione. “I motoveicoli sono l’unico mezzo motorizzato che permette di diminuire il traffico e l’inquinamento per le strade”, hanno dichiarato.
In effetti, i dati mostrano che l’utilizzo delle motociclette può contribuire a una mobilità più snella, specialmente nelle aree urbane densamente popolate come Milano, dove le code e il traffico congestionato sono quotidianità per molti cittadini. La Lega sostiene che il divieto porterà gli utenti a scegliere l’auto, con conseguenze negative per la fluidità del traffico e per la salute ambientale.
Il piano della Lega: un rinvio al 2028
L’ordine del giorno presentato dalla Lega chiede esplicitamente al sindaco di Milano, Giuseppe Sala, di considerare un rinvio del divieto al 2028. Secondo i leghisti, una proroga consentirebbe una transizione più dolce e graduale verso veicoli a basse emissioni, dando tempo agli utenti di adeguarsi e di effettuare investimenti in mezzi di trasporto meno inquinanti. Un approccio che, a loro avviso, potrebbe essere più efficace nel lungo termine.