Un fiocco che rappresenta gli sforzi per la ricerca di un vaccino contro l'HIV | Photo by NIAID licensed under CC BY 2.0 (https://creativecommons.org/licenses/by/2.0/deed.en) - Alanews.it
Nuovi strumenti terapeutici e preventivi contro l’HIV sono al centro del 10° Congresso Amit. I farmaci long acting potrebbero migliorare la vita dei pazienti. Si studiano anche anticorpi monoclonali. La Profilassi Pre-Esposizione (Prep) sta mostrando risultati promettenti per evitare l’infezione.
L’evoluzione della terapia per l’HIV sta vivendo una fase rivoluzionaria, grazie all’introduzione di farmaci long-acting e profilassi pre-esposizione a lungo termine. Questi innovativi trattamenti, somministrabili a intervalli ampi, promettono di migliorare notevolmente la qualità della vita dei pazienti affetti da HIV e di ridurre lo stigma associato alla malattia. Questa tematica è stata al centro del 10° Congresso Amit, dedicato alle Malattie Infettive e Tropicali, tenutosi recentemente a Roma e presieduto da esperti del settore.
Antonella Castagna, Primario dell’Unità Operativa di Malattie Infettive dell’Ospedale San Raffaele di Milano e Direttore della Scuola di Specializzazione in Malattie Infettive e Tropicali, sottolinea l’importanza di questi progressi terapeutici. “Stiamo assistendo a una vera e propria rivoluzione legata ai farmaci long-acting. L’obiettivo è passare da una somministrazione quotidiana a una ogni due mesi, con la prospettiva di estendere ulteriormente gli intervalli a tre volte l’anno o persino ogni sei mesi. Questo approccio non solo semplifica il regime terapeutico, ma offre anche un’opportunità per migliorare l’aderenza al trattamento“, afferma Castagna.
In aggiunta ai farmaci antiretrovirali, sono in fase di studio anticorpi monoclonali neutralizzanti, che potrebbero diventare una componente fondamentale della terapia per l’HIV. Questi anticorpi, capaci di neutralizzare il virus, potrebbero rappresentare un’ulteriore innovazione nel trattamento della malattia.
Un aspetto cruciale del dibattito è la prevenzione dell’HIV. La Profilassi Pre-Esposizione (Prep) si è dimostrata un metodo efficace per ridurre il rischio di infezione tra le persone non infette ma a rischio elevato. Attualmente, la Prep orale è l’unica opzione disponibile, richiedendo un’assunzione quotidiana. Tuttavia, la comunità scientifica è in attesa dell’approvazione da parte di Aifa della versione long-acting della Prep, che consentirebbe una protezione preventiva tramite un’iniezione intramuscolare di cabotegravir, efficace per circa due mesi.
Negli Stati Uniti, è prevista per giugno l’approvazione di lenacapavir, un trattamento sotto forma di iniezione semestrale che, secondo studi preliminari, potrebbe arrivare a una somministrazione annuale. “Ci auguriamo che anche in Europa e in Italia si segua presto questo esempio”, aggiunge Castagna, evidenziando l’urgenza di ampliare le opzioni di prevenzione disponibili.
La disponibilità di farmaci a lunga durata non solo potrebbe migliorare l’efficacia del trattamento, ma anche ridurre il carico psicologico e sociale legato all’assunzione quotidiana di farmaci. Questo aspetto è particolarmente significativo per i pazienti che affrontano già una serie di sfide legate alla malattia, come lo stigma e l’ansia. La possibilità di un intervento meno frequente potrebbe favorire una maggiore integrazione sociale e una migliore qualità della vita.
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