Nuove intercettazioni rivelano abusi da parte di Julieta Cantaluppi, ex allenatrice della Società Ginnastica Fabriano: la vicenda
La situazione della ginnastica italiana sta emergendo sotto una luce inquietante, con nuove intercettazioni che rivelano gravi abusi e maltrattamenti. Al centro di queste rivelazioni troviamo Julieta Cantaluppi, ex allenatrice della Nazionale juniores, le cui pratiche punitive hanno suscitato indignazione. Le testimonianze di Olga Tishina, vice di Emanuela Maccarani, mettono in evidenza come le giovani atlete, tra i 14 e i 16 anni, fossero costrette a spogliarsi come punizione per errori durante gli allenamenti. L’inchiesta, che coinvolge anche i vertici della Federazione Ginnastica Italiana, è in corso e potrebbe avere ripercussioni significative sul futuro dello sport.
Dettagli scioccanti sugli abusi
Le indagini continuano a svelare dettagli allarmanti sulla cultura all’interno della ginnastica ritmica italiana. Le prime intercettazioni hanno già coinvolto figure di spicco come Andrea Facci, attuale presidente della Federazione, e Gherardo Tecchi, ex presidente. Ma le ultime rivelazioni su Cantaluppi, riportate dalla Gazzetta dello Sport, sono particolarmente inquietanti. Tishina ha descritto una situazione di maltrattamenti sotto la supervisione di Cantaluppi, affermando che “da lei è tutto molto peggio“. Le giovani ginnaste, come Raffaeli e Serena Ottaviani, venivano costrette a rimanere “in mutande” in caso di errori.
Le pratiche punitive
Le pratiche punitive non si limitavano a far spogliare le atlete. Tishina ha rivelato che Cantaluppi “le chiudeva in uno stanzino piccolo, freddo, senza telefoni” come punizione per il loro rendimento. Queste affermazioni mettono in luce una mancanza di rispetto per la dignità e il benessere delle giovani atlete. La situazione è particolarmente grave, considerando che le atlete coinvolte erano adolescenti ai tempi dei fatti. Se confermate, le dinamiche abusive descritte potrebbero avere conseguenze devastanti sulla loro salute psicologica e fisica.
Un’inchiesta che solleva interrogativi
L’inchiesta è stata avviata dalla Procura di Monza a fine 2022, dopo la denuncia di due ex ginnaste, Anna Basta e Nina Corradini, che hanno parlato di maltrattamenti subiti. Le accuse hanno suscitato interrogativi sulle responsabilità all’interno della Federazione e sulla necessità di un cambiamento radicale nella formazione degli allenatori. Andrea Facci ha recentemente annunciato la risoluzione del contratto di Maccarani, ma molti si chiedono se questa misura sia sufficiente per affrontare una problematica così seria.
Le intercettazioni rivelano anche un clima di sessismo e denigrazione all’interno della Federazione. I nomi di Facci e Tecchi emergono in contesti inappropriati, con riferimenti a commenti lesivi sulla dignità delle ginnaste. La Procura di Monza sta seguendo attentamente l’evoluzione della vicenda e gli sviluppi futuri potrebbero portare a ulteriori rivelazioni.