Giancarlo Dondi (a sinistra) | Photo by Stefano Delfrate licensed under CC BY-SA 2.0 (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/2.0/deed.en) - Alanews.it
Il mondo del rugby italiano è in lutto per la scomparsa di Giancarlo Dondi, una figura storica e indimenticabile del rugby nazionale. Dondi, che ha ricoperto il ruolo di presidente della Federazione Italiana Rugby (FIR) dal 1996 al 2012, ci ha lasciati nella notte tra il 30 e il 31 marzo a Parma, sua città natale, all’età di 89 anni, a pochi giorni dal suo novantesimo compleanno. La notizia della sua morte, diffusa ufficialmente dalla FIR, ha suscitato un’ondata di commozione tra gli appassionati di rugby e tra coloro che hanno avuto il privilegio di conoscerlo e lavorare con lui.
Giancarlo Dondi ha dedicato gran parte della sua vita al rugby, sport che ha contribuito a trasformare e far crescere in Italia. Iniziò la sua carriera come giocatore nella Rugby Parma e nelle Fiamme Oro, ma fu il suo impegno dirigenziale a segnare un’epoca. Ecco alcuni dei momenti salienti della sua carriera:
Sotto la sua guida, la FIR ha fatto passi da gigante, non solo in termini di risultati sportivi, ma anche per quanto riguarda la struttura e l’organizzazione del rugby in Italia. Dondi è stato un pioniere, portando la federazione a far parte dell’allora Celtic League, ora conosciuta come United Rugby Championship, e diventando il primo e unico italiano a sedere nel Comitato Esecutivo di World Rugby per due mandati.
Un altro importante progetto sostenuto da Dondi è stata la creazione della Cittadella del Rugby a Parma, un centro sportivo che oggi ospita le Zebre, la franchigia italiana che partecipa al campionato di rugby professionistico. Questa struttura è diventata un simbolo per il rugby italiano e, come annunciato dal presidente della FIR, Andrea Duodo, si avvieranno immediatamente le procedure per intitolarla a Giancarlo Dondi, in segno di riconoscenza per il suo straordinario contributo al movimento rugbistico.
Dondi è stato descritto da molti come una figura straordinaria e un maestro per le nuove generazioni di dirigenti. Andrea Duodo ha sottolineato l’eredità di Dondi, definendolo uno dei più grandi dirigenti nella storia dello sport italiano. “Ha cambiato per sempre il modello del rugby nel nostro Paese, applicando una visione all’avanguardia e dimostrando una passione e un amore per il rugby senza pari”, ha dichiarato Duodo, esprimendo la gratitudine di tutti per il suo contributo inestimabile.
Nonostante il suo status di figura di spicco, Dondi ha sempre mantenuto un approccio umile e disponibile, qualità che gli hanno permesso di instaurare rapporti solidi e proficui con atleti, allenatori e dirigenti. La sua capacità di ascoltare e comprendere le esigenze del movimento rugbistico è stata fondamentale per promuovere una cultura sportiva inclusiva e aperta.
Il lutto per la sua scomparsa non riguarda solo la Federazione, ma abbraccia tutta la comunità rugbistica italiana e internazionale. Le condoglianze della FIR e del suo presidente si uniscono a quelle di tutti gli appassionati e degli sportivi che hanno avuto la fortuna di incrociare il suo cammino. Giancarlo Dondi ha lasciato un’impronta indelebile nel cuore di chi ama il rugby, e la sua passione continuerà a ispirare le generazioni future. La sua memoria vivrà nel rugby italiano, uno sport che ha saputo trasformare e far crescere, portandolo a raggiungere traguardi che prima sembravano impossibili.
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