Tensioni tra i vicepremier Salvini e Tajani nel governo Meloni: il segretario di Forza Italia risponde a Durigon
È in corso un acceso confronto tra Forza Italia e la Lega, con i due vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani coinvolti in una situazione di crescente tensione. Le divergenze, emerse in particolare sui temi legati alla politica estera e alle relazioni con gli Stati Uniti, hanno sollevato preoccupazioni all’interno della maggioranza del governo guidato da Giorgia Meloni. Ultimamente, le critiche mosse da esponenti della Lega nei confronti di Tajani hanno catalizzato l’attenzione, costringendo il ministro degli Esteri a rispondere.
Tensioni crescenti tra Forza Italia e Lega
Nelle ultime settimane, il clima tra Forza Italia e la Lega si è fatto sempre più teso. Fonti di maggioranza riportano che Salvini e Tajani non si parlano più, incrociandosi solo durante le riunioni del Consiglio dei ministri. Il motivo di questo gelo sembra essere legato a divergenze di opinioni su questioni di politica internazionale, in particolare sul sostegno dell’Italia alla presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen e alle sue strategie di riarmo.
L’ultima scintilla è stata accesa dalle dichiarazioni di Claudio Durigon, esponente della Lega, che ha invitato Tajani a “farsi aiutare” nei rapporti con gli Stati Uniti, sottolineando che il ministro degli Esteri si trova in una posizione difficile. Durigon ha affermato che Tajani, essendo un sostenitore di von der Leyen, potrebbe avere difficoltà a mantenere buoni rapporti con l’amministrazione americana, un tema di grande rilevanza nel contesto geopolitico attuale.
La risposta di Tajani e la reazione delle opposizioni
Queste affermazioni hanno suscitato una reazione da parte di Tajani, il quale ha risposto, dichiarando di non sentirsi affatto in difficoltà e che saranno gli elettori a giudicare il suo operato. Inoltre, il ministro ha invitato a continuare a lavorare sul progetto “Salva Milano” e a mantenere prudenza sui dazi, evidenziando che “le prove muscolari sono delle sciocchezze“. In questo contesto, Tajani ha anche esortato il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, a garantire che la Borsa italiana rimanga in mani italiane, sottolineando l’importanza di stabilità economica.
Le tensioni tra i due leader di partito non sono passate inosservate all’opposizione. Elly Schlein, leader del Partito Democratico, ha commentato che in qualsiasi altro paese una situazione di questo genere avrebbe già portato a una crisi di governo. Anche Angelo Bonelli e Riccardo Magi hanno espresso preoccupazione, sostenendo che l’esecutivo non sembra più essere in grado di garantire una maggioranza coerente, soprattutto in ambito di politica estera.
Prospettive future e sfide politiche
Tuttavia, Tajani ha minimizzato la questione, affermando che le preoccupazioni delle opposizioni sono infondate e che il governo continuerà a lavorare in modo compatto. Dietro le quinte, la maggioranza sembra tentare di ridimensionare le fibrillazioni, con alcuni membri di Forza Italia che ipotizzano che l’atteggiamento di Salvini sia influenzato dai preparativi in vista del congresso della Lega previsto per aprile.
Le divisioni tra Forza Italia e Lega sono accentuate anche da questioni interne, come il recente passaggio del deputato Davide Bellomo dalla Lega a Forza Italia, che ha sollevato interrogativi sulla concorrenza tra i due partiti a livello locale. Alcuni membri della coalizione hanno suggerito la necessità di un incontro tra i leader per cercare di abbassare le tensioni prima del Consiglio dei ministri previsto per il 31 marzo.
Il vertice tra i leader di governo sarà cruciale, poiché Giorgia Meloni dovrà presentare una posizione unificata al summit di giovedì a Parigi, dove si discuteranno le strategie di assistenza all’Ucraina. Finora, Meloni ha sostenuto l’idea di estendere le garanzie NATO all’Ucraina, ma emergono segnali di un possibile cambio di strategia verso un’operazione multinazionale sotto l’egida delle Nazioni Unite.