Morellato | Alanews.it
Morellato sotto indagine dall’Antitrust per pratiche commerciali limitative. L’Autorità ha avviato un’istruttoria per accertare se l’azienda impedisca ai distributori di vendere prodotti sui marketplace online. Ispezioni effettuate presso le sedi dell’azienda da parte della Guardia di Finanza.
L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha recentemente avviato un’istruttoria nei confronti di Morellato, un noto produttore di gioielli e orologi, per presunti comportamenti anticoncorrenziali legati alla sua strategia contrattuale con i distributori. L’indagine si concentra sulla limitazione imposta ai rivenditori autorizzati, che non possono vendere i prodotti Morellato su marketplace e piattaforme di terzi. Questa situazione ha suscitato preoccupazioni significative in merito alla libertà di commercio e alla concorrenza nel settore.
L’istruttoria è stata attivata per verificare la possibile violazione dell’articolo 101 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea, che vieta pratiche commerciali restrittive. In particolare, l’AGCM ha evidenziato che gli accordi di distribuzione selettiva stipulati da Morellato impediscono ai distributori di utilizzare marketplace come Amazon per la vendita dei propri prodotti. Tale limitazione ha sollevato interrogativi sulla capacità dei rivenditori di sfruttare appieno le opportunità offerte dal commercio elettronico, un canale che ha visto una crescita esponenziale negli ultimi anni.
Morellato non è solo un attore di rilievo nel settore dei gioielli e degli orologi, ma opera anche con una gamma di marchi proprietari e in licenza, tra cui Sector No Limits, Philip Watch e Chiara Ferragni. Questo ampio portafoglio di marchi rende l’azienda un protagonista nel mercato, ma la sua strategia contrattuale potrebbe ora essere messa in discussione. Infatti, l’AGCM ha sottolineato come le restrizioni imposte da Morellato potrebbero ostacolare l’efficace utilizzo di Internet da parte dei distributori, limitando le vendite a determinati clienti e territori.
Le ispezioni presso le sedi di Morellato, svolte con il supporto del Nucleo speciale Antitrust della Guardia di Finanza, rappresentano un passo significativo nell’indagine, dimostrando l’impegno dell’AGCM nel garantire un mercato equo e competitivo. Queste operazioni di verifica potrebbero portare a conseguenze rilevanti per l’azienda, che potrebbe dover rivedere la propria strategia commerciale e le condizioni contrattuali attualmente in vigore.
Il dibattito riguardo alla vendita online e alla protezione dei canali distributivi è particolarmente attuale, specialmente in un’epoca in cui il commercio elettronico continua a espandersi a ritmi vertiginosi. Gli esperti del settore avvertono che le aziende che non si adattano rapidamente a queste dinamiche rischiano di trovarsi in difficoltà nel lungo termine. La case history di Morellato serve da monito per altri operatori del mercato, invitandoli a riflettere sulle proprie politiche di distribuzione e sull’importanza di garantire una concorrenza leale.
Nel frattempo, la questione resta aperta e gli sviluppi futuri saranno seguiti con attenzione da parte di esperti di diritto commerciale e operatori del settore. La situazione di Morellato potrebbe avere ripercussioni non solo sulla propria attività, ma anche sull’intero mercato del lusso e degli accessori, spingendo a una riflessione più profonda sulle dinamiche di vendita e sulla regolamentazione del commercio elettronico.
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