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Magistrati della Corte dei Conti: “La riforma stravolge gli equilibri tra poteri dello Stato”

La recente approvazione della proposta di legge (pdl) Foti ha scatenato un acceso dibattito tra i membri dell’Associazione magistrati della Corte dei conti. Questi professionisti esprimono forti preoccupazioni riguardo a una riforma che, secondo loro, stravolge gli equilibri tra poteri dello Stato. I magistrati avvertono che le modifiche apportate potrebbero avere gravi conseguenze sui controlli per il corretto utilizzo dei soldi dei cittadini, compromettendo l’indipendenza e l’autonomia della Corte, elementi fondamentali per garantire la trasparenza nella gestione delle risorse pubbliche.

La posizione dell’Associazione magistrati della Corte dei conti

I membri dell’Associazione sottolineano che il provvedimento legislativo introduce un caos organizzativo che rischia di impoverire le funzioni essenziali della Corte. Essi affermano che i cittadini, i veri titolari dei fondi pubblici, hanno diritto a un giudice che operi in modo indipendente, garantendo così il corretto utilizzo dei loro soldi. La riforma, tuttavia, sembra andare nella direzione opposta, creando confusione nelle funzioni e gerarchizzando le procure.

Conseguenze della riforma

Le critiche mosse dai magistrati non si limitano a considerazioni di principio, ma evidenziano anche rischi concreti. La riforma prevede forme di controllo “a richiesta del controllato”, un aspetto che potrebbe minare l’efficacia dei controlli stessi. Inoltre, la segretazione di alcune delibere e l’emissione di pareri che scudano la responsabilità di amministratori pubblici pongono interrogativi sulla trasparenza delle decisioni. Si segnala anche la presunzione di buona fede dei politici, un elemento che potrebbe ridurre ulteriormente la responsabilità degli stessi.

Un appello per una riforma condivisa

L’Associazione magistrati lamenta di non essere stata ascoltata durante il processo di approvazione della legge. Le loro richieste per una riforma ponderata e condivisa, che tenesse conto delle reali esigenze di funzionamento della Corte, sono state ignorate. Questa situazione, secondo i magistrati, lascia il Paese “orfano di un effettivo controllo delle finanze pubbliche”, suscitando preoccupazioni non solo tra i professionisti del settore, ma anche tra i cittadini, che meritano un sistema di giustizia contabile solido e trasparente.

Redazione

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