Marine Le Pen, leader del partito di estrema destra francese Rassemblement National (RN), è stata recentemente condannata a quattro anni di carcere e a cinque di ineleggibilità per appropriazione indebita di fondi pubblici insieme ad otto eurodeputati. Questo verdetto, emesso nell’ambito di un processo che ha analizzato l’uso improprio di risorse destinate agli assistenti parlamentari al Parlamento europeo di Strasburgo, ha suscitato un ampio dibattito sia in Francia che a livello europeo. Tutti gli imputati sono stati anche condannati all’ineleggibilità. Le implicazioni legali e istituzionali di questo caso potrebbero avere un impatto significativo sul sistema politico europeo.
Le Pen ha lasciato il tribunale prima della lettura della sentenza.
La Corte ha precisato che la condanna di ineleggibilità per Marine Le Pen e i suoi coimputati avrà esecuzione immediata, pertanto la leader del Rassemblement National non si potrà candidare alle elezioni presidenziali che si terranno nel 2027 in Francia.
Il Caso Giudiziario
Il processo ha coinvolto membri del RN accusati di aver utilizzato fondi pubblici europei per pagare assistenti che non svolgevano effettivamente compiti legati alla loro funzione di eurodeputati. Le indagini hanno rivelato che i fondi destinati a coprire le spese per i collaboratori sono stati impiegati per pagare personale che lavorava per il partito, piuttosto che per il Parlamento europeo. Questo comportamento è stato definito abuso di fiducia e una violazione delle normative europee riguardanti l’uso dei fondi pubblici.
Durante il processo, l’accusa ha richiesto una pena di cinque anni, con tre anni di sospensione condizionale, e l’ineleggibilità immediata per Le Pen e gli altri imputati. La sentenza ha attirato l’attenzione dei media, rappresentando un momento cruciale nella carriera politica della leader del RN, che ha già affrontato sfide legali e politiche.
La solidarietà di Orban: “Je suis Marine”
In seguito alla sentenza, il primo ministro ungherese, Viktor Orban, ha espresso solidarietà alla leader del Rassemblement National (Rn) scrivendo su Twitter: “Je suis Marine!”. Anche il Cremlino ha fatto sentire la propria voce, definendo la condanna di Le Pen una “violazione delle norme democratiche”.