Droni ucraini: la nuova strategia per colpire i cuori energetici della Russia
Le autorità russe hanno accusato le Forze Armate ucraine di aver lanciato nuovi attacchi contro le infrastrutture energetiche. Un attacco con droni ha colpito una sottostazione a Novogorievka, lasciando senza elettricità diverse località. Mosca denuncia continui attacchi unilaterali di Kiev mentre avanza nell’offensiva a Donetsk.
Le recenti tensioni tra Ucraina e Russia hanno visto un nuovo sviluppo significativo, con il Ministero della Difesa russo che ha accusato le Forze Armate ucraine di aver lanciato due attacchi mirati contro infrastrutture energetiche russe. Questo evento segna un ulteriore aggravamento del conflitto, che dura ormai da oltre tre anni e ha già causato ingenti danni economici e umanitari in entrambe le nazioni.
Secondo quanto riportato da Mosca, gli attacchi sarebbero avvenuti nelle ultime 24 ore e avrebbero mirato specificamente a due sottostazioni energetiche. La prima seria azione è stata registrata nella provincia di Zaporizhzhia, attualmente sotto controllo russo. Qui, un attacco condotto con droni ha colpito una sottostazione a Novogorievka, causando interruzioni di corrente per gli abitanti di due località circostanti.
Il secondo attacco ha avuto luogo nella regione russa di Belgorod, dove un’altra sottostazione, situata a Smorodino, è stata danneggiata da un attacco simile. Questo ha provocato un’interruzione su una linea ad alta tensione, lasciando oltre 1.200 persone nel distretto di Graivoronski senza elettricità. Le autorità locali hanno avviato le procedure necessarie per ripristinare la fornitura di energia, ma i tempi di completamento non sono stati specificati.
In risposta a questi eventi, il Ministero della Difesa russo ha espresso una forte condanna, sottolineando che, nonostante le dichiarazioni pubbliche di sostegno agli accordi per una soluzione pacifica del conflitto tra Stati Uniti e Russia, le azioni di Kiev continuano a compromettere la stabilità nella regione. Mosca ha descritto questi attacchi come una violazione flagrante della sicurezza e della pace, accusando il regime ucraino di agire unilateralmente e quotidianamente contro le infrastrutture energetiche russe.
La retorica russa si inserisce in un contesto più ampio di attacchi e contromisure che caratterizzano il conflitto. I funzionari russi hanno affermato che tali azioni non solo minacciano la sicurezza energetica della Russia, ma contribuiscono anche a una crescente escalation del conflitto, riducendo le possibilità di dialogo e negoziato.
Parallelamente a questi sviluppi, il Ministero della Difesa russo ha annunciato progressi significativi nell’offensiva nella provincia di Donetsk, un’area chiave nel conflitto. Le forze russe hanno dichiarato di aver preso il controllo della località di Razliv, il risultato di “azioni decisive” condotte sul campo. Questo movimento strategico potrebbe influenzare la dinamica del conflitto, in quanto la regione di Donetsk è considerata di vitale importanza per entrambe le parti in contesa.
Dal lato ucraino, le autorità non hanno ancora rilasciato commenti ufficiali in risposta a queste accuse, ma storicamente, Kiev ha negato di mirare deliberatamente alle infrastrutture civili e ha sostenuto di colpire obiettivi militari legittimi. L’attenzione internazionale rimane alta, con molti esperti che avvertono delle conseguenze potenzialmente devastanti di un ulteriore inasprimento delle ostilità.
Gli attacchi alle infrastrutture energetiche non solo hanno un impatto immediato sulla vita quotidiana dei cittadini, ma possono anche influenzare l’economia russa e la sua capacità di produrre e distribuire energia. Le conseguenze di tali eventi possono estendersi oltre i confini nazionali, influenzando le forniture energetiche in Europa, già tese a causa della guerra e delle sanzioni imposte a Mosca.
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