Polizia | Pixabay @abile - alanews.it
Un’operazione della polizia ha svelato un inquietante fenomeno all’interno della Curva Sud dello stadio Olimpico di Roma: una vera e propria piazza di spaccio. Sei ultras sono attualmente sotto inchiesta per il loro presunto coinvolgimento in un traffico di sostanze stupefacenti che si sarebbe svolto durante le partite di calcio. Gli agenti della Digos, il servizio di polizia specializzato nella prevenzione dei crimini, hanno avviato indagini approfondite che hanno portato alla scoperta di un’organizzazione ben strutturata, capace di gestire la vendita di droga tra i tifosi.
A quanto accertato, la piazza di spaccio veniva allestita e gestita nei bagni della curva. Gli indagati avrebbero organizzato una vera e propria filiera che, a cominciare dal trasporto della sostanza stupefacente, correva poi lungo le direttrici della consegna, della detenzione, fino alla vendita al dettaglio durante i match della Roma all’Olimpico. Stamattina, al termine di un’indagine condotta dalla polizia e coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura, la Digos della Questura di Roma ha notificato il decreto di fissazione interrogatorio. Le indagini hanno interessato numerosi incontri di calcio disputati dalla squadra giallorossa allo stadio Olimpico, a partire da gennaio 2024 fino a maggio.
La Curva Sud, storicamente conosciuta come il cuore pulsante del tifo romanista, si è purtroppo trasformata in un punto di riferimento anche per attività illecite. Secondo quanto emerso, i sei indagati avrebbero creato una rete per la distribuzione di sostanze stupefacenti, sfruttando la folla e l’euforia che caratterizzano le giornate di partita. La Digos ha già notificato un decreto di fissazione di interrogatorio emesso dal giudice per le indagini preliminari nei confronti di tre membri di spicco del Gruppo Quadraro, uno dei principali gruppi ultras della Roma.
Le perquisizioni effettuate nelle abitazioni dei soggetti coinvolti hanno rivelato ulteriori elementi probatori, aumentando l’urgenza di un intervento decisivo. Tra gli indagati figura anche un minorenne, il che solleva interrogativi inquietanti sulla presenza di giovani nelle dinamiche di spaccio. La possibilità che i ragazzi possano essere coinvolti in attività illegali all’interno di un ambiente di tifo potrebbe avere ripercussioni significative sul modo in cui la società e le autorità affrontano il fenomeno del tifo organizzato.
Questo episodio mette in luce un problema più ampio: la sicurezza negli stadi e la necessità di garantire un ambiente sano per i tifosi. Le autorità stanno ora valutando come affrontare la questione, mentre l’attenzione si concentra sulla responsabilità dei gruppi ultras e sulla loro influenza tra i giovani. La scoperta della piazza di spaccio non rappresenta solo un colpo al traffico di droga, ma anche un campanello d’allarme per l’intera comunità calcistica, chiamata a riflettere sulle sue dinamiche interne e sulla necessità di un cambiamento profondo.
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