Un tragico infortunio sul lavoro ha avuto luogo questa mattina a Trevenzuolo, in provincia di Verona, presso la ditta Anodall Extrusion. Un operaio di nome Vincenzo ha perso la vita a causa di un incendio che si è sviluppato all’interno dello stabilimento. L’uomo, secondo le ricostruzioni effettuate, era impegnato in un’operazione su un macchinario utilizzato per lo spostamento di materiali, quando è stato colpito da una violenta scarica elettrica che ha poi causato un incendio. Le fiamme l’hanno avvolto quando era già privo di vita. Al momento la dinamica dell’incidente è ancora in fase di ricostruzione da parte degli ispettori dello Spisal dell’Ulss 9 Scaligera. L’incendio è stato domato dai Vigili del fuoco, mentre i sanitari del Suem 118, intervenuti con l’eliambulanza di Verona Emergenza, hanno potuto costatare solo il decesso del 50enne
L’incendio e le prime reazioni
L’incidente è avvenuto intorno alle 8:30, quando un’importante esplosione ha fatto divampare le fiamme nell’area produttiva della ditta. La rapidità dell’incendio ha colto di sorpresa i lavoratori presenti, creando panico e confusione. Sul posto sono immediatamente intervenuti i sanitari del Suem 118, ma purtroppo per l’operaio non c’è stato nulla da fare. I Vigili del fuoco, accorsi per domare le fiamme, hanno lavorato a lungo per mettere in sicurezza l’area e recuperare il corpo dell’uomo. Le cause dell’incendio sono ancora in fase di accertamento. Secondo le prime testimonianze, si ipotizza che possa essere stato causato da un guasto tecnico a uno dei macchinari in funzione. Gli investigatori stanno raccogliendo informazioni e dichiarazioni da parte dei colleghi dell’operaio deceduto, al fine di ricostruire la dinamica esatta del tragico evento. È fondamentale comprendere se ci siano state violazioni delle norme di sicurezza sul lavoro che abbiano contribuito a questa tragedia.
In Italia, gli infortuni sul lavoro continuano a rappresentare una grave emergenza sociale. Secondo i dati forniti dall’INAIL, nel 2022 si sono registrati oltre 700.000 infortuni sul lavoro, con un incremento rispetto all’anno precedente. Le autorità competenti sono chiamate a intensificare i controlli e le ispezioni nelle aziende per garantire la sicurezza dei lavoratori. Tuttavia, nonostante le normative esistenti, molti luoghi di lavoro non rispettano gli standard di sicurezza previsti, mettendo a rischio la vita dei dipendenti.
L’operaio morto era stato assunto tre anni fa
L’operaio che ha perso la vita aveva 50 anni, era originario di Taranto e risiedeva nel mantovano. Lavorava presso la Anodall Extrusion da tre anni. In seguito alla sua tragica morte, l’azienda ha deciso di sospendere l’attività per 3 giorni e domani mattina è previsto un presidio dei lavoratori, organizzato dai sindacati.
Toigo (Uil): “Il tema ‘zero morti sul lavoro’ deve diventare centrale'”
“Assistiamo ad uno stillicidio quotidiano di infortuni mortali sul lavoro: adesso basta – ha dichiarato il segretario generale Uil Veneto, Roberto Toigo – Il tema “zero morti sul lavoro” deve diventare centrale nell’opinione pubblica di questa regione. I protocolli, gli incontri, le dichiarazioni non sono più sufficienti, occorre un impegno straordinario per una situazione che dopo un lento miglioramento sta di nuovo sfuggendo drammaticamente di mano”. “Chiediamo ai Prefetti di convocare d’urgenza tutte le parti, anche nel solco delle linee guida del nuovo protocollo su salute e sicurezza costruito con la Regione Veneto” ha concluso Toigo
Fiom: “Ci costituiremo parte civile”
Flavio Capone, funzionario della Fiom di Verona, ha ricordato che nell’ottobre del 2023, nella stessa azienda, “un altro lavoratore, in quel caso in appalto, era rimasto folgorato mentre lavorava all’impianto elettrico e fu salvato in ospedale di Borgo Trento dove fu trasportato con urgenza. A Vincenzo è andata peggio e faremo tutto ciò che è in nostra possibilità perché la sua morte non sia sottovalutata perché, quando muore qualcuno c’è sempre un motivo, qualcosa che non ha funzionato come avrebbe dovuto”.
“Non è possibile che eventi drammatici come questo continuino ad accadere quotidianamente nel nostro Paese, così come in Veneto, e anche nella provincia di Verona si registrano numeri impressionanti fra i decessi e i feriti sul lavoro: uno stillicidio senza fine ormai ingiustificabile sotto ogni punto di vista” ha aggiunto Martino Braccioforte, segretario generale della Fiom di Verona. “Condividiamo il dolore della famiglia e dei colleghi di lavoro del povero Vincenzo – ha aggiunto – ed esprimiamo tutta la nostra vicinanza in questi terribili momenti. Non possiamo però, di fronte a tutto ciò, limitarci a indignarci, a essere dispiaciuti e ad invocare l’intervento delle Istituzioni e della Regione per fermare questo tipo di drammi; infatti, la Fiom veronese si costituirà parte civile, per poter avere contezza della dinamica della morte di questo lavoratore e delle ricostruzioni che verranno fatte da Spisal e forze dell’ordine, soprattutto per capire come sono andate le cose e per tutelare chi resta, chi continuerà a lavorare nonostante quello che è accaduto oggi e quello che era accaduto nel 2023”.
“Avere giustizia per Vincenzo e per coloro che muoiono sul lavoro, però non basta, bisogna che le aziende e le Istituzioni prendano seriamente la situazione e si ricordino che al primo posto nella scala delle priorità ci deve sempre essere il rispetto della vita umana, della salute e della sicurezza di ogni lavoratrice e lavoratore” ha concluso Braccioforte.